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Icona della libertà e della Van Life, il Combi Bay Window ha sostituito lo Split nel 1967 con il suo parabrezza panoramico e il suo look arrotondato. Furgone, bus, pick-up o camper, ha conquistato le strade di tutto il mondo fino a diventare un mito su ruote, tra robustezza, polivalenza e spirito hippie.
27/01/2026
Harald
6 minutoi di lettura
Volkswagen
Dopo 17 anni di produzione e circa 1,8 milioni di esemplari, il Combi si rifà il look nell’estate 1967 e si vede.
Finiti i 2 vetri piatti tanto simpatici che costituivano il parabrezza del Combi Split (Window), la fase 2 del Transporter passa al 16/9 prima del tempo con una vetrata panoramica che gli dà il nome a livello internazionale: il Combi Bay Window.
Fin dalla sua concezione, il Combi si è rivelato un fantastico veicolo commerciale e un favoloso trasportatore di persone: viaggiare in Combi è un po’ come avere un coltellino svizzero in tasca (ideale per tagliare la strada).
I giornalisti dell’epoca dicono che è una grossa auto e che si guida come tale, pur offrendo più polivalenza. Perfettamente adatto sia agli usi professionali sia al tempo libero, è un ottimo fuoristrada leggero grazie all’altezza da terra e alla motricità. Robusto e pratico, è tagliato per l’avventura.
Amato dagli hippie negli anni ’70, con la sua faccia simpatica, riconoscibile tra mille e carica di onde positive, è un formidabile veicolo di comunicazione per i pubblicitari e il cinema.
Il Combi Bay Window è certamente il più iconico di tutti, perché il più diffuso delle prime due generazioni. Nel periodo post covid, tutti ne volevano uno per evadere (il che ha fatto salire il suo prezzo). La sensazione di libertà, la cool attitude, la zen-attitude del viaggiare in modo diverso: questo è la Van Life.
La Van Life in Bay Window ha anche le sue realtà. A Barcellona, Nicolas ha fatto della sua passione una piccola impresa, Advantura, che noleggia un T2 Westfalia restaurato. Primo ostacolo: trovare un assicuratore disposto a coprire in noleggio un veicolo di quarant’anni. Secondo ostacolo: dal 2020, la zona a basse emissioni di Barcellona chiude la città, in settimana e di giorno, ai veicoli più vecchi. Quando ci ha scritto, nel 2020, il suo progetto era di passare il van all’elettrico.
Dall’altra parte dei Pirenei, Mathieu e Margaux percorrono il Paese Basco a bordo di un T2b Riviera del 1974, un allestimento camping nato negli Stati Uniti. Il loro terreno di gioco preferito si trova tra l’oceano e la montagna, con un debole per la corniche basque, che costeggia la costa.

Volkswagen non riparte da zero, le versioni introdotte all’epoca dello Split hanno dato buona prova e vengono quindi riconfermate fin dall’uscita del Bay con l’anno modello 1968. Sarà fabbricato principalmente in Germania, a Hannover e a Emden.
Si parla qui in « anno modello »; Volkswagen effettuava i cambi di millesimo il 1° agosto. Il primo Bay è quindi apparso all’inizio di agosto 1967 ma è considerato anno modello 1968; il suo numero di serie comincia con l’indicazione del suo tipo (es. 26) seguita, come terza cifra, dal riferimento al suo anno modello (es. 8, per 1968). L’elenco dei cambiamenti che segue non è esaustivo, serve solo da punti di riferimento.



Le ultime versioni sudamericane erano equipaggiate con un motore di Polo e un raffreddamento ad acqua con radiatore sul frontale. Le norme in materia di inquinamento e poi di sicurezza passiva ne avranno alla fine avuto la pelle (anzi, la lamiera).
Il Bay Window sarà l’ultimo dei Transporter a essere davvero chiamato Combi. Il Combi Bay, simbolo degli anni ’70, rotondetto dal look di salsiccia, passerà il testimone a un Transporter squadrato dal look di scatola da scarpe, senza dubbio per uniformarsi all’immagine della cugina, la Golf 1.


Harald
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