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Volkswagen Golf 4

La Volkswagen Golf 4: una nuova filosofia per la Golf

Lanciata nel 1997, la Golf 4 segna una svolta nella storia di Volkswagen: più tecnologica, meglio equipaggiata e sempre affidabile, conquista sia per il comfort sia per le versioni sportive emblematiche come la GTI, la V6 4Motion o la mitica R32. Un investimento sicuro diventato un youngtimer ricercato.

23/03/2026

Harald

5 minutoi di lettura

Volkswagen

La 4ª generazione della Golf viene presentata al salone di Francoforte del 1997.

A progettarla è Peter SCHREIER, il padre della prima AUDI TT. C’è una certa somiglianza nelle rotondità e negli allestimenti. L’idea non è rivoluzionare la Golf dopo il successo della 3; bisogna presentare un’auto più moderna, ben equipaggiata, ben motorizzata, di qualità e ben posizionata nel listino in questo importante segmento delle compatte. Tanta sostanza a un prezzo contenuto.

La Golf 4: un passo avanti verso la tecnologia o verso il sovrappeso?

La Golf ingrassa e prosegue il suo imborghesimento. Il piacere di guida passa prima di tutto, in questa fine degli anni 90. La Golf 4 offre ciò che i clienti cercano: comfort, accelerazione, computer di bordo, un buon impianto stereo e il clima. Ciliegina al Kirsch sulla Foresta Nera (la torta, non gli abeti): ha il doppio airbag, 4 alzacristalli elettrici, l’ABS e l’ESP! Inevitabilmente, tutto questo pesa sulla bilancia. Lei che nel 1974 pesava 810 kg, ora ne pesa 1.250 ventitré anni dopo; sembra aver seguito la dieta di Elvis PRESLEY.

La Golf 4 è sviluppata e prodotta su una piattaforma comune ai marchi del gruppo VW. Per fare economie di scala, VW monta un’impalcatura che si rivela molto efficace.

La G4 condivide così telai e gruppi motopropulsori con l’Audi A3, la TT, la New Beetle, la Bora e la Skoda Octavia.

Quali sono le versioni più notevoli della Golf 4?

La Golf 4 GTI

Quella che viene in mente per prima, eppure con 150 CV per 1231 kg… si può ancora parlare di GTI con questo rapporto peso/potenza? Apparsa nel 1998, usa lo stesso motore della TT, sarebbe stato sorprendente il contrario. Il 20 valvole Turbo, come lo si chiama, è coppioso e potente per un 1800. Questo motore, spinto a 180 CV per il gruppo VAG, farà la sua comparsa sulla Golf nel 2002.

Golf 4 V5

Uno sorprendente motore aspirato derivato dal celebre motore VR6 della Golf 3, ma privato di un cilindro. Ma a che scopo, ci si può chiedere, dato che eroga anch’esso 150 CV (10 valvole) poi 170 CV (20 valvole)?! I motori della GTI e della V5 sono diversi, le curve di coppia e di potenza differiscono e si completano. Si parla comunque più di GT che di sportiva.

La Golf 4 V6 4 Motion

Una versione ancora più altolocata della GTI, in fatto di potenza, di dotazione e di qualità dinamiche, con un telaio evoluto, una trazione integrale con cambio a 6 marce specifico (basata sul sistema Haldex) e un motore V6 da 2.8 L, rotondo e performante, da 204 CV. È un propulsore molto tecnologico che utilizza una distribuzione specifica, alberi a camme cavi, un’aspirazione a geometria variabile e una testata a 24 valvole… insomma, un’autentica fabbrica del gas.

La V6 4 Motion è potente e rassicurante, ma il suo aspetto resta troppo banale e troppo vicino a quello di una classica Golf Diesel; il pubblico degli intenditori si aspetta di più da VW.

Golf 4 GTI

La Golf 4 R32

La risposta alle attese? È apparsa piuttosto tardi, nel 2002: un look più aggressivo e un motore finalmente all’altezza del potenziale di questo telaio 4motion: un VR6 sotto testosterone. Giudichi Lei: il V(R)6 a 15° passa a 3.2 L, riceve una testata a 24 valvole, un’aspirazione variabile… e un pizzico di preparazione. Risultato: 241 CV a 6.250 giri/min e una coppia degna di questo nome, 320 Newton metri.

Il suo telaio è pesante (quasi 1.500 kg!) ma affilato, con 4 ruote motrici Haldex, 4 ammortizzatori BILSTEIN, grossi freni (quelli della Passat W8) dietro cerchi a razze da 18 pollici, paraurti avvolgenti con prese d’aria, uno scarico per lato che distilla una sonorità che promette bene… Ostentata, certo, ma non volgare, la R32.

La R32 sta alla Golf 4 come la VR6 è stata alla Golf 3: una vera compatta sportiva in una gamma un po’ pachidermica. Con loro, gli appassionati della “piccola” VW hanno ritrovato il sorriso.

Il suo paraurti anteriore con 3 grandi prese d’aria ispirerà molti produttori di kit carrozzeria per Golf come Rieger, DSP o Dietrich, nel periodo d’oro del tuning.

Il successo supera le attese di VW e i 5.000 esemplari previsti all’inizio saranno alla fine 14.000.

Golf 4 R32

La Golf 4 TDI

Questo tipo di motorizzazione, apparso con la Golf 3, vive i suoi momenti di gloria con la quarta generazione della (grossa) compatta.

Con la Golf 3 TDI, Volkswagen aveva segnato il passo di fronte alla concorrenza del segmento. Con la Golf 4, Wolfsburg tira fuori i denti e batte il chiodo. Forte del suo successo, la GOLF4 TDI viene prodotta ed evolve in molteplici versioni: TDI da 90, 100, 110, 115, 130 e 150 CV, tutte basate sul motore 1.9 L; iniezione (prima classica poi a iniettori-pompa), turbo e mappatura fanno il resto.

Il Diesel ha sempre avuto il vento in poppa in Francia e in Germania, dove le autostrade favoriscono la circolazione a buon ritmo sulle lunghe distanze. Segno dei tempi, senza dubbio, la sigla TDI diventa famosa quanto lo stemma GTI e si associa pienamente a quello del marchio Volkswagen.

VW Golf 4

Più economica della concorrenza, meglio equipaggiata, la quarta generazione della Golf ha ancora e sempre il vento in poppa e tiene benissimo sul mercato dell’usato. L’affidabilità della Golf 4 rassicura gli acquirenti e gli esemplari con molti chilometri non spaventano, sia a benzina sia TDI.

Le versioni atipiche da collezione di questo giovane youngtimer restano la V5, la V6 4 Motion e la mitica R32. La Golf 4 era, resta e resterà un investimento sicuro. Lo sarà anche la 5? Lo scopriremo.

Harald Adam

Harald

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