logo meca

Nessun veicolo selezionato

Porsche 911

Porsche 911: la sportiva di riferimento?

Simbolo di prestazioni, affidabilità e design senza tempo, la Porsche 911 attraversa le epoche senza mai perdere la sua anima. Dal 1963, ogni generazione incarna l’essenza dello sport automobilistico alla tedesca. Un’icona che non smette di reinventarsi.

11/02/2026

Harald

5 minutoi di lettura

Porsche

La 911 è senza dubbio il modello che ha permesso a Porsche di diventare un mito.

911, 964, 993, 996, 997, 991 … 992; T, E, S, SC, RS, RSR, Carrera, Turbo, GT, Targa, Cabriolet… C’è così tanto da raccontare sulla 911 e sulla passione che la circonda che non faremo qui il giro di tutti i modelli e di tutte le versioni anno per anno, tante ne sono esistite nel corso della sua lunga carriera. Soffermiamoci sullo spirito della 911 originale e su alcuni aneddoti che ne fanno la storia.

911: un mito lanciato al salone di Francoforte nel 1963.

Non è facile succedere alla 356… la ricetta della coupé sportiva 2+2 e del motore posteriore raffreddato ad aria viene mantenuta. La linea della 911 è ancora più dinamica, più fluida; promette molto a chi la guarda. Il suo nuovo motore è un 6 cilindri 2.0 L da 130 CV; è dotato di carter a secco, che evita lo scoperchiamento della pompa dell’olio in curva. Sul fronte telaio, è qui che la prima 911 si cerca… proprio come la strada su cui si muove. Al lancio nel 1964, la 911 è talmente “galleggiante” a causa del peso portato dietro che, d’urgenza, Porsche installa 22,6 kg di zavorra nei rinforzi del paraurti anteriore. Le vere soluzioni tecniche saranno presto trovate, grazie all’esperienza di Porsche nelle corse.

La 911 va forte e resta una sportiva che si può usare ogni giorno, è un vero coltellino svizzero. La mattina si lasciano i figli (attenzione all’altezza!) a scuola, il pomeriggio la suocera alla stazione e il sabato gli avversari in pista! La domenica la si tira fuori di nuovo per andare a prendere il pane.

Ha portamento, temperamento, classe; è una delle poche sportive che non teme i chilometraggi elevati e che gode di grande affidabilità.

Gli ingegneri Porsche non smetteranno di reinventarla, di migliorarla nel corso degli anni. La successiva è ogni volta più performante.

Porsche 911

Ferdinand, Ferry PORSCHE & Co: all’inizio, una storia di famiglia.

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, è Ferry e non suo padre Ferdinand (il papà del Maggiolino) ad aver concepito la 356. Ferry sarà quindi l’uomo al comando del progetto 911.

È Ferdinand Alexander, il figlio di Ferry, più noto con il soprannome di “Butzi”, ad aver disegnato le curve della 911. Ha saputo creare una carrozzeria dalle linee tese, più moderne ma nello spirito della 356: 2 porte, parafanghi anteriori bombati, cofano (più) piatto, linea del tetto in fuga alla Fastback.

Ferdinand PIËCH (futuro numero uno di Volkswagen), nipote di Ferry PORSCHE, ha lavorato dal canto suo (con il motorista Hans MEZGER) alla genesi del motore tipo 901, il famoso flat 6 che equipaggerà la 911. Fin dall’inizio, questo motore è concepito per poter essere portato a cilindrate fino a 2.7 L, o addirittura 3.0 L.

La 911: l’arma definitiva nelle corse?

Chi dice 911 dice Corsa… “of course”.

“Vincere la domenica per vendere il lunedì”; questa citazione di casa FORD vale per tutti i costruttori ma si addice bene alla filosofia Porsche. Dagli anni 70, le vendite delle 911 di serie sono spinte dalle numerose vittorie delle 911 e delle altre 904-906, 917, 935, GT1 ecc. Porsche punta tutto sulle corse, per la gioia dei suoi clienti che si identificano nei numerosi successi del marchio.

Il grande vantaggio delle corse è che ciò che vi viene testato e validato si ritrova spesso poco dopo sulla vettura del cliente. Turbo, freni in ceramica, motore, assetto sportivo, grossi pneumatici dietro… RS, GT2 e 3… tutto questo viene dalla pista.

Porsche è il marchio con il maggior numero di vittorie in gara: più di 30.000!

Porsche 911 rouge

La 911 ha rischiato di scomparire?

All’inizio degli anni 70, la 911 ristagna nelle sue evoluzioni tecniche; non succede niente di particolare mentre gli sforzi si intensificano per vincere sui circuiti. Le vendite vanno bene ma stanno per ristagnare e i capi, come accade in VW, pensano che sia ora di cambiare strategia. A partire dal 1975, la linea delle 924, 944, 928 era destinata a succedere alla nonna 911, che sembrava superata (il colmo per una Porsche). La casa di Stoccarda ha faticato a capire che la sua 911 era insostituibile.

Le PMA (Porsche a Motore Anteriore) si sarebbero affermate come gamma complementare, come faranno più tardi e con più successo la Boxster e i SUV Cayenne e Macan. È nel 1994 che Porsche ritrova la prosperità, la nuova organizzazione e la caccia ai costi hanno contribuito, ma è proprio la 911 tipo 993 a permettere a Porsche di ritrovare il fervore dei suoi clienti in quel periodo.

Da allora, tra grandi e piccoli successi, diverse crisi economiche, il COVID, i malus e le normative hanno messo i bastoni tra le ruote alla 911. Ed è sempre lì, immortale.

Porsche 911

Il cerchio FUCHS è il più mitico dei cerchi della 911?

Le 911 delle prime generazioni, le “rane” come vengono chiamate, si adornano dei celebri cerchi FUCHS a partire dal 1966 sulle S (e come optional sulle altre). Forgiati in un solo pezzo ad alta pressione, sono molto più solidi e più leggeri dei cerchi in lega colata. Questo simbolo senza tempo di prestazione è associato alle 911 da corsa e alle versioni sportive, come la favolosa 2.7 L RS ducktail del 1973 o ancora la 911 Turbo. Esaltano la linea delle prime 911 fino alla 3.2 L; faranno la loro ricomparsa in misura maggiore sulla 997 Sport Classic, per la gioia dei fan.

Lo sapeva?

  • La 911 si chiamava 901 all’uscita, ma Peugeot aveva già depositato tutti i numeri con uno zero al centro e Porsche ha dovuto rivedere il tiro. Solo 82 esemplari con il numero 901 sono usciti dalle linee prima del cambio di denominazione.
  • L’altro cavallo rampante: emblema della città di Stoccarda, sede storica di Porsche. Il logo del marchio è stato disegnato nel 1952 da Franz Xaver REIMSPIESS, su richiesta di Ferry PORSCHE.
  • Inizialmente, la 911 doveva essere una coupé con 4 veri posti. I prototipi (T7 /T9), giudicati troppo pesanti e ingombranti, non furono scelti. La 911 resterà una coupé “2+2”.
  • La 912 è una 911 con “motore piccolo”. Per proporre la sua coupé sportiva in una versione più economica, Porsche la dota del vecchio 4 cilindri 1600 (90 CV) della 356. Una versione destinata al mercato US sarà equipaggiata con il 4 cilindri 2.0 L della 914: la 912 E.
  • 911: è il numero di emergenza negli USA dal 1968… una pubblicità gratuita per Porsche applicata sui veicoli di pronto intervento.
  • Alla presentazione al salone del 1963, la 911 era appena pronta e dotata di un finto motore… di legno. Non si sa se l’espressione francese “envoyer du bois” (spingere a fondo) venga da lì…
  • All’inizio, l’alimentazione del motore 2.0 L usava sei carburatori SOLEX monocorpo, poco performanti e presto sostituiti nel 1966 da tripli corpo WEBER 40 IDA, adottati con successo da PORSCHE nelle corse.
  • Il 70% delle Porsche prodotte sarebbe ancora in circolazione.

Affidabile, performante e tuttofare, la 911 è davvero il modello feticcio del marchio. Un design tutto suo, che non ha mai smesso di evolvere negli anni pur mantenendo questa silhouette riconoscibile tra 1000. Tutti punti che fanno della 911 LA sportiva di riferimento, il metro di paragone (rampante) del segmento. Il suo futuro dopo il 2035 sembra annunciarsi elettrico ma la partita non è ancora chiusa, La terremo aggiornata. Cosa sarebbe una 911 senza sonorità? Un oggetto animato senza anima?

La Porsche 911 è un’icona senza tempo che dovrebbe essere rimborsata dalla mutua. In caso di problemi, chiamate il 911.

Harald Adam

Harald

Le partage de la Passion, simplement.

Articolo precedente

Le serie speciali della 205: i numeri giusti per distinguersi

Articolo successivo

La 4L e le sue serie speciali

Newsletter

Iscriviti alla nostra newsletter MECATECHNIC

Tampon Mecatechnic