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Volkswagen Karmann-Ghia

Volkswagen Karmann-Ghia: il Maggiolino si trasforma in libellula

Coupé elegante derivata dal Maggiolino, la Volkswagen Karmann-Ghia unisce rigore tedesco e stile italiano. Type 14 e 34, evoluzioni e punti da verificare prima dell’acquisto.

30/03/2026

Harald

7 minutoi di lettura

Volkswagen

Le coupé sportive sono più rare e più costose, ma sprigionano un profumo di libertà e una raffinatezza che le « auto del popolo » non hanno.

La Karmann type 14 nasce dal felice matrimonio tra il rigore tedesco e la classe italiana; il solido e rinomato Maggiolino si metamorfosa così negli stabilimenti di Karmann, storico carrozziere della casa Volkswagen.

Dal prêt-à-porter all’alta moda

VW vuole poter declinare un’intera gamma attorno al Maggiolino, in particolare sul mercato americano, che chiede coupé e cabriolet « chic e alla moda ».

Eleganza incarnata, questa coupé dall’aspetto da sportiva e dallo stile pulito è vestita dal torinese Ghia. Sfoggia così un profilo slanciato caratteristico, basso ed elegante, forme sinuose da pin-up di Tex Avery e invita a vivere la dolce vita al suo volante.

I pianali riportati della Karmann sono più larghi (12 cm) di quelli del Maggiolino, il che permette una bella integrazione della carrozzeria imbullonata sopra. Dispone di un piccolo bagagliaio dietro al mini-divanetto, in aggiunta a quello anteriore. È una 2 + 2, e sedersi dietro può essere vissuto come una punizione se si superano 1 m 60!

Sulla KG non si sale, ci si scende dentro. La posizione di guida è un po’ particolare, con la pedaliera decentrata; è un’auto molto confortevole e piacevole da guidare, in città come in campagna.

Volkswagen Karmann-Ghia

A corto di ispirazione di fronte ai rifiuti di VW sui primi disegni proposti, Wilhelm Karmann si rivolge allo stilista italiano Ghia. La copia viene approvata, i tre nomi si associano e la coupé Volkswagen Karmann-Ghia type 14 viene svelata al pubblico al salone di Francoforte del 1955. Il successo è immediato: è cara ma piace molto.

Il suo prezzo, quasi il doppio di quello di un Maggiolino standard e un po’ più di quello del Maggiolino cabriolet, la colloca fin da subito al vertice della gamma VW, il che non raffredda il ricco mercato americano, che ne plebiscita l’importazione. Bisognerà attendere l’estate 1957 per scoprire (è proprio il caso di dirlo) la versione cabriolet, fino ad allora ritardata da problemi di rigidità.

Questa piccola cabriolet dall’eleganza italiana, nello spirito glamour della Lancia Aurelia, sbanca negli USA, tanto che la maggior parte della produzione parte per la Florida e la California.

Volkswagen Karmann-Ghia

Le evoluzioni della Karmann-Ghia type 14

Dal 1955 al 1959 si parla di Karmann Low light, ovvero « fari bassi », in confronto alla sua evoluzione estetica del 1960. I fari tondi sono collocati piuttosto in basso sui parafanghi anteriori, le prese d’aria situate sul muso sono di piccole dimensioni e i fanali posteriori assomigliano a dei piccoli Lu.

La seconda versione (fase 2) della Karmann-Ghia appare con l’annata 1960. I parafanghi anteriori sono meno gonfi e i fari ingranditi risalgono un po’, le prese d’aria si fanno più grandi e sono abbellite da piccole griglie in alluminio a 3 barrette, i fanali posteriori si allungano a forma di ovale.

La terza evoluzione estetica ha luogo nel 1970 e 1971 con un ingrandimento dei fanali posteriori e degli indicatori di direzione anteriori. Si accentua nel 1972 (quarta evoluzione?) con la comparsa di grossi paraurti a U, belli come guardrail... e con un nuovo ingrossamento dei fanali che invadono la curvatura dei parafanghi posteriori. Questi cambiamenti sono dovuti a norme che diventano vincolanti per gli stilisti: le auto devono avere paraurti più imponenti e fanali e indicatori più visibili; la sicurezza prima di tutto, l’estetica dopo.

Volkswagen Karmann-Ghia

Questi cambiamenti, necessari per durare in Nord America, affosseranno definitivamente la carriera della Karmann-Ghia. Imbruttisce, l’estetica e l’armonia delle linee ne soffrono; le norme antinquinamento in vigore in California daranno il colpo di grazia al suo piccolo motore 1600, rimasto fedele al carburatore. Le vendite crollano dal 1971; la campana a morto di questa bella avventura suonerà nel febbraio 1974.

Sul piano delle evoluzioni tecniche, che si tratti di telaio o di motorizzazioni, la Karmann beneficia dei progressi del Maggiolino. Dal piccolo motore 1200 con piedino fuso all’1600 a doppia aspirazione, dai freni a tamburo in 5 x 205 ai dischi anteriori in 4 x 130, dai 6 ai 12 volt, tutto è ricalcato su ciò che si fa a Wolfsburg.

Volkswagen Karmann-Ghia

L’altra coupé Karmann-Ghia: la type 34

La type 34, come suggerisce il nome, deriva dalla type 3. Lanciata nel 1962, è un’evoluzione di stile della type 14. La 34 riprende la piattaforma della coupé type 3 apparsa nel 1961, il che comprende il suo valido motore 1500 posizionato orizzontalmente (soprannominato « pancake »). Riservata al mercato europeo, riprende il look a sciarpa della Chevrolet Corvair, che le varrà il soprannome di « razor edge » (linee a lama di rasoio).

Più grande e più spaziosa, più veloce e più costosa della type 14, la sua produzione, che si fermerà nel 1969, non supererà i 42.500 esemplari, il che ne fa un modello raro (da acquistare completo!).

Volkswagen Karmann-Ghia Type 34

Che cosa guardare se una Karmann Le fa gola?

La corretta corrispondenza del libretto di circolazione con il numero di serie riportato sulla targhetta del costruttore e punzonato sulla trave del telaio (sotto il divano). Io lo chiamo il « 3 in 1 »: un solo e stesso numero che bisogna ritrovare 3 volte. Non acquisti una cabriolet con il libretto di una coupé né una coupé con documenti di un Maggiolino. Verifichi bene il numero di telaio.

Il grosso difetto delle Karmann è la scarsa resistenza alla ruggine. Nel dopoguerra era complicato trovare acciai di qualità. Sembra che le Karmann Ghia, oltre allo stile, condividano lo stesso problema delle italiane degli anni 60. A differenza dei Maggiolini, le Karmann sono monoscocca e i parafanghi sono solidali con la scocca, il che può rivelarsi complicato in caso di incidente.

Se la ruggine ha fatto il nido nei condotti e nei corpi cavi, si aspetti un preventivo salato. Se non è carrozziere Lei stesso, preferisca acquistare un’auto restaurata (foto alla mano), anche più cara… Le costerà meno!

I ricambi specifici come gli accessori di carrozzeria, le parti apribili e le cromature si trovano (più o meno facilmente) usati; guarnizioni, modanature, fodere dei sedili e pannelli porta, fari e persino paraurti sono disponibili in riproduzione. I prezzi sono in genere più alti rispetto ai ricambi dei Maggiolini; ciò che è raro è caro. Per le cabriolet, aggiunga una dose di peperoncino: punge sul fronte della capote.

Per tutto ciò che riguarda organi di rotolamento, motore e cambio, nessun problema, si trova tutto, siamo sul terreno del veicolo donatore: il Maggiolino.

Volkswagen Karmann-Ghia

Con più di 445.000 Karmann-Ghia prodotte (di cui quasi 81.000 cabriolet), questa vera auto da carrozziere incarna alla perfezione l’eleganza degli anni 50 e 60.

La pagina si volta dunque nel 1974: lo stabilimento Karmann dedicherà la sua forza d’urto alla Porsche 914 e alla futura coupé Scirocco, derivata dalla moderna Golf 1 che a sua volta si appresta a scalzare il Maggiolino. I tempi cambiano, Wolfsburg passa al raffreddamento ad acqua.

Questo originale Maggiolino in abito da sera è diventato una leggenda; Le auguro di provarne uno per capirne tutto il fascino.

Harald Adam

Harald

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