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Citadina, GTI, cabriolet, diesel o belva da rally: la Peugeot 205 ha fatto tutto, vinto tutto e conquistato tutto. Dal 1983 al 1998 ha risollevato Peugeot, segnato la storia dell’auto francese e lasciato un’impronta indimenticabile nel cuore degli appassionati.
27/01/2026
Harald
7 minutoi di lettura
Peugeot
Alla fine di febbraio 1983, Peugeot lancia quella che si rivelerà una bomba commerciale: la 205.
Il segmento «B», quello delle piccole auto, è un segmento cruciale per ogni costruttore di vetture popolari. I nuovi codici del design automobilistico si orientano verso maggiori rotondità, le piccole utilitarie cittadine non fanno eccezione e anche le concorrenti dell'invecchiata 104 di Peugeot cominciano ad arrotondarsi. La 205 beneficerà dunque di un design moderno e fluido e di una nuova firma visiva opera dell'ufficio interno che era stato messo in concorrenza con Pininfarina.
La produzione inizia a Mulhouse a fine 1982, seguita da Poissy e Sochaux per raggiungere circa 2.500 unità prodotte al giorno. La 205 fa il botto e non ci vorranno due anni perché festeggi il milione di esemplari.
Dapprima carrozzata come berlina 5 porte, poi come coupé 3 porte (1984), evolverà rapidamente in cabriolet (1986) e in furgonetta con la 205 Multi (1985) poi con la 205 F (1993).
Dal 1983 al 1998, la piccola sochaliana è stata costruita in 5.278.300 esemplari; questo record sarà battuto dalla sua successora, la 206.
Nel 1983, la 205 viene proposta con 4 motori a benzina, a 4 cilindri, fabbricati dalla Française de Mécanique e meglio noti con i loro prefissi «X», derivati dalla 104: gli XV8, XV7, XY7 e XY8.
Nel 1987, la 205 si dota di nuovi motori, derivati dalla Citroën AX, con il (celebre) prefisso «TU»: i TU9, TU1, TU3 e TU3S.
Peugeot ha tardato troppo a reagire al successo della bombetta di VW, la Golf GTI uscita nel 1976; quella grazie alla quale la sigla GTI è entrata nel panorama automobilistico.
Prima del 1984, la griffe sportiva in fatto di compatte è la 104 ZS che, forte dei suoi soli 90 CV, è superata dalla teutonica.
Fin dall'uscita, la 205 GTI beneficia dell'entusiasmo degli appassionati del leone sportivo, che vedono in lei una piccola 205 T16 «abbordabile».
IL modello Leader della gamma 205 è proprio la sua versione sportiva, la GTI. Come le versioni da competizione, i modelli sportivi trainano l'immagine e le vendite verso l'alto.
La piccola GTI francese conoscerà 3 evoluzioni principali, legate al suo motore: 105, 115 poi 130 CV.
La prima 205 GTI viene proposta con 105 CV, motore XU5J. Dotazione e presentazione la distinguono dalla Golf 1 che termina la sua corsa e dalla nuova Golf 2 GTI in arrivo. La sochaliana ha cerchi in lega da 14’’, una cintura di scocca con filetto rosso, paraurti inclusi, 4 flaring neri dei parafanghi, un interno più brioso e pesa 85 kg meno della seconda tedesca. È vivace, sì… ma 105 CV contro i 112 CV della Golf, ne mancano. Peugeot rivede rapidamente il tiro e nel 1986 la sua GTI passa a 115 CV; il suo motore XU5JA arriva anch'esso al momento giusto per contrastare la Renault 5 GT Turbo.

Salone di Parigi, autunno 1986, Peugeot mette tutti d'accordo con una versione da 130 CV; l'aumento di cilindrata a 1.9 L (pronunciate «unlitronove»!) le porta i cavalli che mancavano alla prima. La nuova GTI assume il suo nome e si afferma come LA GTI (8 valvole) del momento. Nuovi (e bei) cerchi in lega da 15’’, nuovo motore più coppioso e più grintoso, nuovi organi di rotolamento con freni a disco posteriori. Il suo avantreno è molto preciso (la firma delle Peugeot sportive).
Dotata di un eccellente rapporto peso/potenza, la 130 spacca… prima di ridiscendere a 122, per colpa del catalizzatore e delle norme antinquinamento del 1993! La 130 è dunque più apprezzata dagli intenditori.

Persino la già speciale GTI ha avuto diritto alla sua serie limitata; una delle più ricercate dagli amanti della leonessa ruggente. Con lei, la GTI si veste di verde metallizzato (verde Fluorite), i suoi cerchi sono verniciati antracite (non «in tracite») e il suo interno in pelle nera e moquette grigia è tra i più classy che ci siano. Una vera serie limitata da collezione (fin dall'uscita) prodotta in 1.000 esemplari per la Francia. Questa «130» è il graal dei «gtisti della 205».
Dal segmento B al Gruppo B. La 205 T16 è una 205 sotto testosterone. Presentata nel 1983, viene prodotta in versione stradale in 200 esemplari (da 200 CV) per permetterne l'omologazione nel gruppo B del campionato del mondo rally. Sviluppata da Jean TODT, è pilotata dai «Finlandesi volanti», VATANEN, SALONEN e KANKKUNEN, che le regalano il titolo costruttori e piloti. Anche i francesi Michèle MOUTON e Bruno SABY si sono distinti nei suoi sedili a guscio.
È un'evoluzione della 205 Turbo 16 da Rally, allungata e modificata per maggiore stabilità, con pneumatici e altezza da terra rivisti al rialzo per percorrere le dune; è impressionante. Ari VATANEN vince questa mitica prova al suo volante nel 1987 e Juha KANKKUNEN l'anno successivo. Sarà impegnata in Africa fino al 1990 al fianco della sua succeditrice, la 405 T16 grand raid, prima di passarle il testimone.
Nel 1987, la 205 è al culmine della gloria; tre versioni specialissime della 205 Turbo 16 partecipano alla salita infernale del Colorado (20 km di salita, 156 curve e 1.440 m di dislivello). È con la 405 T16 che Ari VATANEN regalerà, già l'anno seguente, una vittoria a Peugeot e una salita antologica per gli appassionati di corse automobilistiche (immortalata nel film Climb Dance).
La «piccola» 205 nella sua forma originaria ha a lungo battuto i rally nel gruppo A e nel gruppo N. Permetteva a dilettanti e professionisti di correre in modo efficace e a costi contenuti.
La 205 si congederà nel 1998, dopo 15 anni di gloria. Le celebri 205 GTI e le versioni da corsa, che hanno quasi fatto incetta di titoli mondiali, hanno contribuito ampiamente a veicolare un'immagine dinamica della 205, benefica per tutte le gamme Peugeot.
Anche le numerose serie limitate della 205 hanno permesso di proiettare la piccola «sochaliona» nel firmamento delle vendite. L'immagine… sempre l'immagine.
Quando resistenza, qualità e affidabilità sono all'appuntamento, l'immagine veicolata non è una vaga promessa. La 205 ha fatto il suo lavoro e anche di più per permettere al leone di riprendere vigore, prima di balzare verso nuovi successi, con un altro numero che diventerà anch'esso sacro: 206.

Harald
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