Nessun veicolo selezionato

Dalla SPOT alla Charleston, le serie limitate della 2CV hanno segnato la storia dell’auto francese. Un vero terreno di gioco per i collezionisti.
16/03/2026
Harald
4 minutoi di lettura
Citroën
Le serie limitate, per numero di esemplari prodotti, per allestimento e per dotazione, emergono dalla massa per la gioia di un numero sempre maggiore di automobilisti che vogliono viaggiare “in modo diverso”. Le edizioni limitate sono una vera opportunità per un costruttore di ridare slancio all’immagine di un modello in perdita di velocità e/o di smaltire scorte di ricambi (interni, volanti, motori, cerchi ecc.).
Come ogni icona che si rispetti, la Deuche è stata declinata in diverse serie prodotte in quantità ridotte, per la nostra gioia.
Per lo più cambiavano solo i colori della carrozzeria e degli interni, per “pimpare” la nonnina, non la dotazione. Icona automobilistica della moda, la Deuche ha potuto così cambiare facilmente abito: le stava bene tutto!
Prima della Charleston c’è stata la Spot. Lanciata il 10 aprile 1976 in 1.800 esemplari, è la prima serie limitata ufficiale della 2CV, e anzi di Citroën. La sua livrea bicolore arancio Ténéré e bianco Meije, firmata Serge Gevin, prosegue fino al telo della capote e ai pannelli delle portiere, a strisce arancioni e bianche.
Elegantissima nella tinta bicolore, è apparsa nel 1980. Presentata dapprima in rosso Delage e nero, guadagna ancora una nota di classe con i fari cromati e con due nuove livree: giallo Hélios e nero (prodotta per 1 anno) e grigio Cormoran e grigio Nocturne.
Davanti al successo della Charleston, nel 1982 è diventata una versione a pieno titolo della gamma 2CV, ed era allora il vertice della gamma 2CV.

In “Solo per i tuoi occhi”, una DEUDEUCHE gialla permette a 007 e a Carole Bouquet di sfuggire ai cattivi su una 504 in un inseguimento mozzafiato. Cavalcando il successo del film, Citroën produrrà una serie limitata a 500 esemplari: la 007, basata su una 2CV6 gialla Hélios, ornata di vistosi loghi 007 e di finti fori di proiettile.

Una serie limitata a 4.000 esemplari, in omaggio al sostegno di Citroën alla barca a vela France 3, in gara alla Coppa America. Un elegante look marinaro in blu su bianco, in atmosfera da spiaggia, come la Méhari AZUR, uscita anch’essa nel 1983.

Uscita nel 1985 e nel 1986 in oltre 5.000 esemplari, riprendeva i codici del successo della Charleston con una livrea bicolore “vecchio stile”. Erano disponibili diverse combinazioni di colori per raggiungere un pubblico più ampio.

Assemblata per celebrare una possibile vittoria ai Mondiali di calcio, è bianca con i fianchi blu e rossi. La Francia arriverà solo in semifinale e i 1.000 esemplari patriottici faticheranno a trovare acquirenti.

Prodotta dal 1960 al 1966, faceva parte a tutti gli effetti del catalogo e la sua scarsa produzione, di quasi 700 unità, la rende una rarità, ma la prima vera serie limitata della 2CV resta la Spot del 1976 (1.800 esemplari, arancione e bianca). La sua concezione (troppo?) rivoluzionaria, con due motori, l’ha portata a costare quanto 2 Deuche standard.
Nonostante la capacità di arrampicarsi sugli alberi, non ebbe il successo sperato. Il che fa della SAHARA la più ricercata delle 2CV.

Ci sono state anche serie speciali create esclusivamente per i mercati di esportazione:
Destinata alla Spagna nel 1982. Prodotta in 300 esemplari, bianca e arancione, nei colori della nazionale di calcio (look da scarpa da basket)

Prodotta per la Svizzera nel 1984: beige con decorazioni a strisce marroni.

Una 2CV 6 verde bambù che riprendeva il suo soprannome tedesco, “anatra verde”. Commercializzata anche in Svizzera, cavalcava una preoccupazione ecologica molto sentita in quei paesi negli anni 80. Di cilindrata leggermente ridotta, il suo motore fu persino dotato di catalizzatore e la sua carrozzeria di una piccola anatra che portava questo messaggio: “Volo a benzina verde”

L’elenco delle serie riservate all’estero si allunga fino alla fine della carriera della Deuche: la Sausss-Ente per Germania e Svizzera nel 1987, la Bamboo per il Regno Unito nello stesso anno, poi la Perrier per il Belgio nel 1988, battezzata con il nome della celebre acqua frizzante.
Le serie limitate hanno permesso a Citroën di dare nuova verve alla 2CV, in periodi in cui tendeva a perdere fiato. Queste edizioni ristrette fanno oggi la gioia dei collezionisti che le possiedono o che le inseguono.

Harald
Le partage de la Passion, simplement.
Articolo precedente
Volkswagen Transporter T4: il primo camper van moderno
Articolo successivo
La Golf 2 e le sue serie speciali
Articoli simili

La Citroën 2 CV: icona senza tempo dell’automobile francese
Vero simbolo dell’arte di vivere alla francese, la 2CV ha conquistato il cuore dei francesi con la sua semplicità, la sua robustezza e il suo fascino inimitabile. Diventata di culto, incarna per eccellenza l’automobile popolare.
Leggi l'articolo
Iscriviti alla nostra newsletter MECATECHNIC