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Volkswagen Coccinelle

Il Volkswagen Maggiolino: l’auto che ha segnato il 20° secolo

Simbolo di un’epoca e icona senza tempo, il Volkswagen Maggiolino è l’auto popolare per eccellenza. Dalle sue origini controverse al successo planetario, ha segnato la storia con la sua semplicità, la sua affidabilità e il suo fascino unico. Una leggenda su ruote che continua a sedurre collezionisti e appassionati di tutto il mondo.

26/03/2026

Harald

6 minutoi di lettura

Volkswagen

Come è nato il Volkswagen Maggiolino?

La storia di Volkswagen è certamente la più conosciuta al mondo tra tutte le marche automobilistiche esistite; non serve raccontargliela nei dettagli.

La vettura del popolo, ovvero l’auto per tutti, destinata a motorizzare il maggior numero possibile di famiglie tedesche a un prezzo accessibile, nasce dall’incontro di due austriaci: un ingegnere motorista superdotato e un pittore autodidatta dalle ambizioni smisurate, più grandi dei suoi piccoli baffi.

Questa vettura nata KDF (« la forza attraverso la gioia ») fu presentata nel 1938 e servì da propaganda al suo sponsor dell’epoca. La seconda guerra mondiale ne rinviò la commercializzazione al 1946. La rinascita del progetto Maggiolino è il miracolo tedesco del dopoguerra, realizzato dal maggiore Ivan HIRST (forza di occupazione britannica), sulle basi del lavoro di Ferdinand PORSCHE, che ne disegnò i piani nel 1934.

Il vero decollo avviene nel 1950 con più di 90.000 veicoli prodotti quell’anno. Heinrich NORDHOFF, che diresse Wolfsburg dal 1948 al 1968, è certamente colui al quale si deve il successo del marchio, tornato sotto bandiera tedesca nel 1949.

La Cox, voiture du peuple

Il maggiore Ivan Hirst (1916-2000)

Nell’estate del 1945 lo stabilimento di Wolfsburg si trova in zona di occupazione britannica. Destinato allo smantellamento, viene affidato a un giovane ufficiale dei Royal Electrical and Mechanical Engineers, il maggiore Ivan Hirst. Questi rimette in moto l’impianto e ottiene nell’agosto 1945 dal governo militare britannico un ordine di 20.000 berline per le esigenze dell’occupazione: lo smantellamento è sospeso, lo stabilimento ha un futuro. La produzione in serie della berlina parte il 27 dicembre 1945.

L’8 ottobre 1949 i britannici trasferiscono la tutela della Volkswagenwerk GmbH alla giovanissima Repubblica Federale di Germania.

Fonte: cronaca storica del gruppo Volkswagen e Volkswagen Newsroom.

Il punto di forza del Maggiolino: la sua semplicità.

Per l’epoca si rivela economica, richiede poca manutenzione, è robusta e affidabile, sempre pronta a partire in qualsiasi condizione meteo. Economica, passa dappertutto, è facile da riparare, il che ne fa IL riferimento del suo segmento in tutto il mondo. Le vendite all’esportazione, in particolare negli USA, lanceranno la sua carriera.

I suoi difetti di un tempo sono i suoi pregi di oggi; il Maggiolino è lento, rumoroso, sensibile al vento laterale, poco abitabile, illumina male… ed è proprio questo che ne fa un’auto di carattere. Questa vettura ha un’anima. Chi ha guidato almeno una volta un Maggiolino lo sa: non è un’auto, è un’arte di vivere, un fenomeno. È una faccia simpatica, un suono, un’atmosfera, un’esperienza di guida diversa, insomma… solo piacere.

VW Cox

Questa piccola VW deve il suo soprannome al dorso arrotondato a forma di guscio: Beetle (scarabeo) in inglese, Käfer e Kever (coleottero) in Germania e nei Paesi Bassi, Maggiolino in Italia, Escarabajo (scarabeo) in Spagna, Fusca in America del Sud, in Francia è la Coccinelle (coccinella).

« Herbie » o più comunemente in Francia « Choupette » è certamente la più celebre tra i Maggiolini. Basata su un modello del 1963 scoperto, questo « amore di Maggiolino » che porta il numero 53 ha conosciuto un successo mondiale attraverso 5 film Disney diventati di culto per grandi e piccini (e per i piccoli diventati grandi!). La Bumblebee gialla di Transformers prenderà il suo testimone nel 2018.

Cox de Volkswagen

Una produzione da record!

Presente in 140 paesi, la casa Volkswagen ha rapidamente creato numerosi stabilimenti e posizionato importatori in tutto il mondo. La semplicità del suo Maggiolino e la sua disponibilità ne decretano il successo.

Il 17 febbraio 1972 il 15.007.034° Maggiolino prodotto a Wolfsburg esce dalle linee ed è una 1302 S. Batte il record della mitica Ford T, stabilito nel 1927, e fa entrare VW nella storia. Per festeggiare, la casa lancia una serie speciale chiamata « Campione del mondo ».

Nata in tempo di guerra, quest’automobile resisterà fino al 2003. L’ultimo Maggiolino è uscito dalle linee di Puebla, in Messico, e ha fatto di questa icona l’auto più venduta al mondo con 21.529.464 esemplari (stesso design e stesse configurazioni). Per salutare questa uscita di scena, VW Messico produce un’ultima serie limitata: la « Ultima Edicion » (3.000 esemplari).

Le grandi evoluzioni del Maggiolino

La « type 1 » della famiglia VW, la prima di una grande stirpe (la « type 2 » è il Combi) è molto cambiata nel tempo, mantenendo quell’aria di famiglia che fa riconoscere la sua silhouette tra 1000 in un parcheggio.

VW Cox 4 Ultima Edicion

Ecco una piccola guida rapida e non esaustiva dei grandi cambiamenti apparsi sul Maggiolino:

  • Dal 1938 al 1952: la Split, la nonna di tutte le VW, cambia poco nella silhouette e deve il suo soprannome al lunotto posteriore diviso in 2 parti.
  • Dal 1953 al 1957: l’Ovale, il suo lunotto posteriore diventa ovale per una migliore visibilità e dà il soprannome al Maggiolino di questo periodo. Il milionesimo Maggiolino è un Ovale del 1955.
  • 1958: nuovo lunotto posteriore panoramico.
  • 1961: generalizzazione degli indicatori di direzione sottili (al posto delle frecce) sui parafanghi anteriori.
  • 1962: fanali posteriori più grandi, di forma ovale.
  • 1964: grossi indicatori di direzione anteriori.
  • 1965: comparsa dei montanti delle portiere sottili (vetrature ingrandite).
  • 1966: fanno la loro comparsa il motore 1300 F e l’avantreno a snodi sferici (avantreno a perni fino al 1965), maniglie a pulsante rotondo, cerchi forati bitono e coppe ruota piatte.
  • 1967: anno di svolta, come il 1966 con un cofano posteriore a media lunghezza e modanature sottili (1 anno); aggiunta alla gamma del motore 1500 con freni anteriori a disco a 4 fori.

Evolution Coccinelle VW
  • A partire dal 1968: il Maggiolino viene chiamato in base alla cilindrata per distinguere le versioni: 1200, 1300 e 1500. Tutti i cerchi passano a 4x130. I fari inclinati fino al 1967 diventano verticali. La 1200 è la versione standard, mantiene i piccoli paraurti e i fanali precedenti al 1967, a 6 Volt. Le 1300 e 1500, più lussuose, adottano grandi fanali a forma di suola di ferro da stiro e paraurti a U squadrati.
  • 1971-1972: la 1302 porta comfort con il suo avantreno a quadrilatero Mc Pherson e i suoi semiassi. Nuovo frontale più rotondo, motori a doppia aspirazione in 1300 e 1600.
  • Dal 1973 al 1976: la 1303 che le succede è facile da riconoscere con il suo parabrezza bombato e i grossi fanali posteriori tondi soprannominati « piedi d’elefante ».
  • Dal 1974 al 1978 la 1200 assume l’aspetto della 1300 e passa a 12V, con i grossi fanali della 1303.
  • I mercati esteri come Brasile e Messico continueranno a produrre il Maggiolino nella sua livrea da 1200 moderna; alcune saranno importate ufficialmente in Germania fino al 1985, più ufficiosamente dopo.
  • Le cabriolet a 4 posti saranno prodotte dal 1949 al gennaio 1980 dal carrozziere tedesco Karmann.
Evolution de la Cox

Il Volkswagen Maggiolino è uno dei più notevoli successi della storia dell’automobile, sia dal punto di vista dei numeri di produzione sia per la sua popolarità senza tempo. Raggiunto dal progresso (le norme) e dalla sorella Golf 1, il suo successo nell’usato non calerà mai; anzi, il Maggiolino resterà ancorato come icona tra i collezionisti e gli amanti della bella semplicità, per l’eternità.

Harald Adam

Harald

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