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New Beetle: la leggenda è tornata

New Beetle: la leggenda è tornata

La New Beetle segna il ritorno moderno di un’icona. Tra design neo-retrò, eredità del Maggiolino e innovazioni derivate dalla Golf, ha conquistato un nuovo pubblico e segnato la fine degli anni 1990 con il suo stile unico ed emozionale.

09/03/2026

Harald

8 minutoi di lettura

Volkswagen

Volkswagen New Beetle

Non è facile succedere a un’icona dell’automobile come il Maggiolino.

La New Beetle, o nuovo Maggiolino (Scarabeo per inglesi e tedeschi), non è una sostituta del Maggiolino, ma un vero e proprio prodotto di marketing del marchio Volkswagen all’approssimarsi dell’anno 2000. La New Beetle non è soltanto un’auto, ma anche uno stile di vita in cui l’emozione, il turbamento prendono il posto della semplice mobilità. Questa nuova versione del Maggiolino è in realtà una Golf 4 (radicalmente) trasformata; verrà costruita in Messico fino al 2011, per partire alla conquista degli USA prima di riversarsi come una nuova ondata verso l’Europa.

New Beetle: americana prima di tutto

Poiché il Maggiolino originale aveva avuto una splendida carriera negli USA, è a quel mercato che Volkswagen pensa in via prioritaria quando mette a punto la sua nuova « Beetle ».

Fin dal 1993, lo studio di design californiano di VW si interroga su quale potrebbe essere il seguito della prima success story di VW nel paese di Zio Sam.

La Concept One, il prototipo della New Bi, viene presentata nel gennaio 1994 al salone di Detroit.

Pensato per far parlare di sé sullo stand VW, questo prototipo serve a tastare il polso del mercato americano. Ed è febbre! Questo design moderno riprende la silhouette del Maggiolino, ovvero una scocca arrotondata affiancata da 4 parafanghi rotondi. Queste forme, fuori dagli schemi per l’epoca, fanno furore nel paese dei produttori di sigarette. Salone di Tokyo 1995: VW batte il chiodo e la decisione di produrre questo nuovo modello è più che sancita. Tutto il mondo la vuole.

VW decide di costruire il suo scarabeo 2 in un nuovo stabilimento, a Puebla in Messico, accanto alla sua antenata, il Maggiolino (la Fusca), che continuerà a uscire dalle linee fino al 2003. Il Messico è vicinissimo agli USA e offre manodopera a basso costo. Il tutto richiede un po’ di tempo e alla fine i primi clienti vengono consegnati nel marzo 1998.

Verso la fine dello stesso anno, le prime versioni europee prendono il mare verso il vecchio continente. Anche l’Europa si entusiasma.

concept-1-1994

La moda del neo-retrò: l’illustre antenata metamorfosata

È in questo contesto che il Nuovo Maggiolino sbarca in Europa. Si può dire che è con lei che VW lancia su larga scala l’ondata del neo-retrò, senza reale concorrenza al momento del debutto.

La New Beetle è un’auto contemporanea che sprigiona un profumo di madeleine di Proust. Il neo-retrò è un’interpretazione moderna di un’icona del passato; mescola la novità tecnologica con una dose di nostalgia, reinterpretando un successo di un tempo, come un remix può ridare vita a una canzone che un tempo aveva sbancato (escludo Maître Gims dall’equazione).

Altri costruttori seguiranno l’esempio di Volkswagen: BMW presenterà la sua visione della Mini nel 2000, la nuova Fiat 500 arriverà molto più tardi, nel 2007, l’Alpine A110 tornerà in servizio nel 2018.

La New Beetle è un’auto popolare, non un’auto del popolo. Punta piuttosto alla classe media e seduce le donne, che la premiano come seconda auto di famiglia. Eppure non è tra le più pratiche, con il suo piccolo bagagliaio, i sedili posteriori angusti e difficili da raggiungere, senza parlare della forma a campana che rende difficile capire dove siano le ruote al momento di parcheggiare. Poco importa… è troppo « carina ».

Evoluzione della New Beetle, in 2 fasi

Dal 1998 al 2004: la Fase 1

Di profilo e da lontano, fatica a distinguere il davanti dal dietro. La sua silhouette è d’altronde simboleggiata da 3 semicerchi. La New Beetle è tutta curve, i suoi fari inclinati ricordano quelli dei Maggiolini precedenti al 1967, i fanali posteriori quelli delle ultime 1200 e 1303, le minigonne hanno l’aspetto di pedane. I suoi piccoli cofani e il tetto tondo, le due grandi portiere, il grande contachilometri e il piccolo vasetto portafiori la riportano in un passato glorioso.

Quanto ai colori, accanto ai classici grigio, nero, bianco e rosso, ritroviamo gli anni Sessanta con blu e verde chiaro, arancione, verde metallizzato, giallo girasole. Per farsi notare al volante di una caramella… se accetta il suo lato « giovanile » e fuori dal coro.

New Beet phase 1

Dal 2005 al 2011: la fase 2

Riceve un piccolo restyling che le ridona il sorriso, con fari leggermente ingranditi, ovali, indicatori di direzione anteriori più sottili, una nuova calandra bassa in 3 parti e paraurti un po’ meno arrotondati. Anche dietro si affina, ma senza stravolgimenti.

La New Beetle non è priva di difetti, soprattutto elettrici. Quanto alle finiture, presenta assemblaggi e accessori indegni di Volkswagen. La gomma che riveste pulsanti e accessori si sfalda e col tempo diventa appiccicosa. Come la Golf 4, ha problemi ai meccanismi degli alzacristalli elettrici.

Gli organi di trasmissione e i gruppi motopropulsori erano affidabili e provenivano dalla Golf.

New_Beetle-2005 Phase 2

La fase 3? La New New Beetle torna a essere Maggiolino

È un’auto completamente nuova quella che esce a fine 2011, per succedere alla New Beetle, fino al 2019.

Concepita sulla piattaforma della Golf 6, non si può davvero parlare di fase 3. Questo nuovo modello, che potremmo chiamare Beetle 2, si è rivelato molto meglio rifinito del primo. Questa nuova versione è più lunga, più larga, più facile da guidare. È una… Golf 6. Chi possedeva una Golf 4 ed è passato alla 6 ha percepito i cambiamenti; lo stesso vale per i patiti della New Beetle. Il modello evolve ancora nella gamma e i piccoli difetti della prima generazione sembrano essere stati cancellati; meglio così.

New b phase 3

Le star della gamma New Beetle

Per proseguire nella stessa linea e continuare l’omaggio al Maggiolino, VW presenta la versione cabriolet e una folle concept che all’epoca fece molto parlare di sé, dato che costava quanto due Porsche Boxster di base.

La New Beetle cabriolet: la scopriamo nel 2003

Anche qui il successo è assicurato. La cabrio e la sua capote conservano la bella rotondità del tetto; una volta ripiegata, la tela fa come un alettone e rimanda direttamente alla sua illustre antenata realizzata da Karmann.

È disponibile con motori a benzina 1.4L, 1.6L, 2.0L e 1.8L Turbo, nonché con il TDi 100 per quanto riguarda la « cabriolet Diesel ».

New Bee Cabriolet

La New Beetle RSI: una versione bodybuildata con un V6 24 valvole da 225 CV

Auto a parte, prodotta in serie limitata di 250 esemplari, questa Super Beetle è soprattutto una trovata di marketing destinata a far scorrere fiumi d’inchiostro. Riceve un kit carrozzeria degno di una Porsche 930 Turbo; l’auto guadagna 16 cm in larghezza ai fianchi rispetto alla versione standard. Con la sua livrea argento metallizzato, l’interno rosso arancio e i sedili avvolgenti Recaro, la profusione di carbonio e alluminio spazzolato, si potrebbe scambiarla per un UFO (o meglio, un OTNI: oggetto terrestre non identificato). È una concept car da salone omologata, una vetrina esuberante di tutto ciò che Volkswagen sa fare.

In origine era equipaggiata con cerchi OZ da 18’’, telaio sportivo e trazione 4Motion, freni « big », scarico Remus, cambio a 6 marce e soprattutto con il favoloso VR6 maggiorato che equipaggerà la Golf 4 R32 un anno dopo. A ben pensarci, VW avrebbe potuto (avrebbe dovuto?) spingere questo motore fino a 300 CV, per essere coerente con quel look da auto da corsa del campionato DTM. Troppo pesante, sottomotorizzata e carissima, probabilmente non avrebbe trovato una clientela duratura se VW non ne avesse limitato la produzione.

New Bee RSi

Si può sostituire una leggenda? No.

La New Beetle è stata la continuità dell’iconico Maggiolino; in realtà un bell’omaggio di marketing. Il suo successo commerciale è forse dovuto al fatto che la sua totale originalità è arrivata al momento giusto, in un’epoca in cui anche lo sguardo degli automobilisti guardava al retrò. La New Beetle è stata, ed è ancora, un’auto del cuore che ha trovato un pubblico diverso da quello della sua antenata.

VW ritenterà la mossa di marketing con una Id-Beetle?

Qual è il motore più affidabile su una New Beetle?

Tutti i motori derivati dalla Golf 4 si rivelano affidabili. A parte le parti soggette a usura (frizione, volano bimassa, pompa dell’acqua, debimetri…), non ci sono stati problemi di rilievo.

I TDi sono da preferire se percorre molta strada, da evitare per i tragitti brevi e le soste ripetute. I motori a benzina consumano un po’ di più ma sopportano meglio la città.

Quali motori erano disponibili sulla New Beetle?

  • Un 1.4L 16v da 75 CV, un po’ affannato.
  • Un 1.6L da 100/102 CV, più a suo agio del fratellino.
  • Un 1.8L Turbo da 150 CV, il brioso « 20 valvole » che equipaggia la G4 e le Audi TT e A3.
  • Un 2.0L benzina aspirato da 115 CV, ricco di coppia e piacevole, che si abbina bene alla New Beetle.
  • Un 2.3L V5 da 170 CV. Qui si comincia a spingere, e che sonorità!
  • Il 3.2L V6 RSi, un fantastico motore rovente da 225 CV descritto qui sotto.
  • Dei TDi 1.9L da 90, 100, 105 e 115 CV, vigorosi e parchi. « Maggiolino e gasolio » è un abbinamento un po’ strano, ancor più sulla cabriolet. C’è stato un tempo in cui i TDi erano il fiore all’occhiello di VW e, di conseguenza, li si trovava ovunque.

Quali sono i punti da controllare su una New Beetle?

Tutta la plastica smontabile non regge nel tempo: invecchia male ed è fragile. I pulsanti con finitura gommata si sporcano, diventano appiccicosi e sgradevoli al tatto. Sia vigile se ne cerca una; provi tutte le funzioni elettriche ed eviti gli esemplari con spie che restano accese sul cruscotto. La New Beetle invecchia peggio di una Golf 4. È un’auto che richiede una manutenzione regolare (fatture alla mano); eviti anche le versioni con una sfilza di proprietari.

In breve, se non se ne intende molto di meccanica e il Suo budget non Le permette di affidarla all’officina in caso di guasto, lasci perdere.

Qual è la New Beetle più rara?

Sicuramente la serie numerata RSi, prodotta in 250 esemplari. Il prezzo dell’epoca, gli equipaggiamenti e l’esclusività la collocano sul gradino più alto del podio delle New Beetle più desiderabili.

Harald Adam

Harald

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