Nessun veicolo selezionato

Una due porte compatta, un quattro cilindri brillante e una tenuta di strada di riferimento: con la serie 02, BMW inventa la berlina sportiva accessibile. Ripercorriamo undici anni di carriera, dalla 1600-2 alla 1502.
22/10/2026
Harald
8 minutoi di lettura
Prima della Serie 3, prima delle M3 e delle « Ultimate Driving Machine », c’era una piccola berlina a due porte dal profilo sobrio, con ampie superfici vetrate e un quattro cilindri frizzante. La serie 02 ha fatto però molto più che riempire un listino: ha collocato BMW nel segmento che ne farà la fortuna, quello dell’auto di dimensioni ragionevoli che si guida come una sportiva. Dalla 1600-2 del 1966 all’ultima 1502 del 1977, ecco la storia di una famiglia oggi molto ricercata dai collezionisti.
Alla svolta degli anni 1960, BMW esce da un periodo finanziario molto difficile. Il marchio si risolleva grazie alla Neue Klasse, una berlina moderna a quattro porte la cui produzione parte nel 1962 con la 1500. Sotto il suo cofano compare un motore destinato a una lunghissima carriera: il quattro cilindri M10 con albero a camme in testa, progettato da Alexander von Falkenhausen.
A metà degli anni 1960, BMW immagina una versione più compatta e più accessibile di questa berlina, con due sole porte. I designer Georg Bertram e Manfred Rennen accorciano la scocca, il passo e gli sbalzi. Il risultato è più leggero, quindi più vivace, senza sacrificare l’abitabilità: nasce la serie 02.
La 1600-2 viene presentata al salone di Ginevra nel marzo 1966. Il « -2 » è solo un suffisso commerciale che significa « due porte » e permette di distinguerla dalla 1600 a quattro porte della Neue Klasse; sull’auto il monogramma indica semplicemente « 1600 ». Il suo M10 da 1,6 litri sviluppa 85 CV, una potenza modesta sulla carta ma sufficiente per un’auto così leggera.
BMW non tarda a insaporire la ricetta. Nel 1967 appare la 1600 ti, il cui motore alimentato da due carburatori doppio corpo Solex sale a 105 CV. La sua carriera sarà breve: cede il passo a una più grossa già l’anno successivo.
Nel 1968 BMW infila l’M10 da 2 litri nella scocca della 02. La 2002 base, con un solo carburatore, sviluppa 100 CV, mentre la 2002 ti a doppia carburazione e rapporto di compressione maggiorato raggiunge 120 CV. L’importatore americano del marchio chiedeva una versione più sportiva per il suo mercato: è accontentato. La 2002 diventa il modello emblematico della serie, quello il cui nome finisce per designare l’intera famiglia.

Il 1971 è un punto di svolta. Tutta la gamma riceve paraurti avvolgenti, una nuova plancia e nuovi sedili, e la 1600-2 diventa ufficialmente 1602. Tre novità fanno notizia:
Gli amanti dell’aria aperta non sono dimenticati. Già alla fine degli anni 1960, il carrozziere di Stoccarda Baur produce per BMW una cabriolet a quattro posti su base 1600. La sua scocca manca di rigidità e dal 1971 cede il posto a un modello più ingegnoso: una cabriolet su base 2002, con un roll bar fisso e i telai dei vetri conservati, una formula vicina alla targa. Resta disponibile fino al 1975. Queste cabriolet, prodotte in numero ridotto, sono oggi tra le 02 più rare.
Nell’autunno 1973 BMW svela al salone di Francoforte la 2002 turbo. Il motore della tii riceve un turbocompressore e raggiunge 170 CV: è la prima auto di serie tedesca sovralimentata con turbo. Spoiler anteriore e alettone posteriore: l’auto non passa inosservata. Il calendario, invece, è disastroso. Arriva proprio nel momento in cui scoppia il primo shock petrolifero e la sua voracità le attira vive critiche. La sua produzione si ferma già nel 1974, dopo 1.672 esemplari, il che ne fa oggi la 02 più ambita.
Leggera, rigida e dotata di un motore che si lascia volentieri spingere, la 02 si è subito imposta nelle competizioni. La si ritrova nelle gare di turismo, nei rally, nelle cronoscalate o negli slalom, guidata sia dalla casa sia da una moltitudine di amatori. Ha servito inoltre da trampolino a diversi preparatori tedeschi diventati celebri, Alpina e Schnitzer in testa. I loro kit, le loro testate e le loro regolazioni hanno contribuito a costruire la reputazione sportiva della piccola BMW, e una 02 « elaborata d’epoca » resta oggi un argomento di conversazione inesauribile ai raduni. Se ne incontra una, verifichi con cura che cosa appartiene all’origine e che cosa è stato aggiunto nel corso degli anni: il valore e la disponibilità dei ricambi non hanno nulla a che vedere.
Dall’estate 1973 le 02 si riconoscono dalla calandra in plastica nera e dai fanali posteriori quadrati, che sostituiscono i fanali tondi dei primi anni (la Touring mantiene il suo disegno specifico). Nel 1975 la Serie 3 di prima generazione, la E21, prende il testimone. Ma BMW mantiene una 02 a listino: la 1502, un modello economico lanciato nel 1975. Il suo 1,6 litri a compressione ridotta si accontenta di benzina normale e sviluppa 75 CV. Resta in produzione fino al 1977, il che porta la carriera della serie a undici anni.
Alcuni semplici punti di riferimento permettono di collocare una 02 prima di ordinare i ricambi:
La tabella delle motorizzazioni della BMW serie 02 riepiloga le versioni per carrozzeria: berlina, Touring, cabriolet.
Una 02 ha oggi tra cinquanta e sessant’anni e la sua scocca è il punto sensibile. Come la maggior parte delle berline della sua epoca, teme la corrosione: sottoporta, pianali, passaruota, fondo delle porte e base del parabrezza vanno ispezionati da vicino, idealmente su un ponte sollevatore. Dal punto di vista meccanico, l’M10 è un motore robusto, a condizione di essere stato mantenuto: distribuzione, raffreddamento e regolazioni di carburazione o iniezione meritano un controllo. Su una tii, l’iniezione Kugelfischer richiede uno specialista.
Senza la serie 02, la Serie 3 non avrebbe probabilmente avuto lo stesso volto. Compatta, leggera, ben sospesa e animata da un motore che ama i giri, ha definito una ricetta che BMW declina ancora oggi. Che si tratti di una 1502 di fine serie o di una rara 2002 tii, una 02 ben mantenuta resta un vero piacere di guida. Tutti i ricambi sono raccolti nella pagina BMW serie 02 (E10).


Harald
Le partage de la Passion, simplement.

Iscriviti alla nostra newsletter MECATECHNIC