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Quasi 2,7 milioni di esemplari, taxi che superano i 500.000 km: la Mercedes W123 ha costruito la reputazione di indistruttibilità del marchio. Ripercorriamo la sua carriera, dal 1976 al 1986.
22/10/2026
Harald
7 minutoi di lettura
Basta pronunciare il suo nome davanti a un ex tassista per vedergli illuminare lo sguardo. La Mercedes W123 non è né la più veloce né la più lussuosa delle Mercedes, ma è forse quella che ha incarnato meglio la promessa del marchio: un’auto costruita per durare. Con quasi 2,7 milioni di esemplari in dieci anni, è anche uno dei più grandi successi della storia di Stoccarda. Ripercorriamo la carriera di una berlina diventata leggenda di robustezza.
La W123 prende il posto delle serie W114 e W115, le celebri « Strich Acht » (/8). La produzione parte nel novembre 1975 e la stampa internazionale la scopre a fine gennaio 1976 sulle strade del sud della Francia.
Sul piano dello stile, la parentela con la /8 salta all’occhio, ma tutto è stato rivisto: passo più lungo, fari orizzontali, plancia ridisegnata. Soprattutto, la W123 riprende l’essenziale dei motori della sua antenata, il che le permette di arrivare sul mercato con una meccanica già collaudata.
La berlina a quattro porte, sigla W123, apre le danze e resterà di gran lunga la versione più prodotta, con circa 2,4 milioni di esemplari. Nel 1977 la raggiunge il coupé C123, più basso, senza montante centrale e con passo accorciato di 85 mm. Nel 1978 arriva la station wagon, che Mercedes chiama « T » e il cui codice interno è S123. Viene assemblata a Brema, ed è da lì che usciranno le ultimissime W123.
Due versioni più di nicchia completano la gamma:
Le denominazioni seguono la tradizione Mercedes dell’epoca: il numero indica la cilindrata, la « D » segnala un Diesel e la « E » un’iniezione di benzina. Il listino è ampio, dal quattro cilindri da 2 litri al sei cilindri da 2,7 litri.
Alla base, i quattro cilindri 200 e 230; sopra, la 250 con il suo sei cilindri da 2,5 litri. Il vertice della gamma spetta alle 280 e 280 E, animate dal sei cilindri a doppio albero a camme M110 da 2.746 cm³, a carburatore o a iniezione, che raggiunge 185 CV nella sua ultima versione. Nel giugno 1980 un nuovo quattro cilindri, l’M102, sostituisce il vecchio motore delle 200 e 230, quest’ultima diventando 230 E a iniezione.
È qui che la W123 ha forgiato la sua reputazione. La gamma parte con i quattro cilindri 200 D, 220 D e 240 D, le cui prime versioni non superano la cinquantina di cavalli, e prosegue con il cinque cilindri da 3 litri della 300 D. Questi motori non sono dei fulmini di guerra, ma sembrano non consumarsi mai. I taxi tedeschi ne hanno fatto il loro strumento di lavoro e superare i 500.000 km senza grossi interventi non aveva nulla di eccezionale.
Presentata nel settembre 1979 e prodotta dal 1980, la station wagon 300 TD Turbodiesel spinge il cinque cilindri a 125 CV grazie a un turbocompressore. Sulla W123 questo motore sovralimentato sarà proposto anche in berlina e in coupé, ma solo per l’export, in particolare verso gli Stati Uniti. In Europa resta riservato alla station wagon.
La robustezza della W123 è stata verificata anche in competizione. Nel 1977 una 280 E appena modificata vince il rally-maratona Londra-Sydney, una prova di diverse settimane attraverso Europa, Asia e Australia. Per Mercedes, assente dalle competizioni da molti anni, è un ritorno notevole.

A prima vista la W123 non ha nulla di spettacolare, ma la sua scocca è stata pensata per proteggere gli occupanti. L’abitacolo forma una cellula rigida, rinforzata a livello del padiglione e dei montanti, mentre l’anteriore e il posteriore si deformano per assorbire l’energia di un urto. Le portiere ricevono rinforzi contro gli urti laterali e il piantone dello sterzo è collegato alla scatola guida da un tubo ondulato in grado di piegarsi, per evitare che arretri verso il conducente in caso di incidente.
Gli equipaggiamenti elettronici, invece, arrivano a carriera inoltrata e come optional, a prezzi elevati: l’ABS a partire dal 1980, poi l’airbag lato guida nell’autunno 1982, associato a un pretensionatore della cintura lato passeggero. Una W123 del 1976 non ha dunque né l’uno né l’altro: diffidi degli annunci che promettono un equipaggiamento impossibile per quell’anno.
La W123 evolve per piccoli ritocchi. Gli appassionati distinguono tre serie:
Questi riferimenti sono utili al momento di ordinare i ricambi: ottiche, rivestimenti e comandi cambiano da una serie all’altra, e un’auto può aver ricevuto elementi di una serie più recente nel corso delle riparazioni.
A fine 1984 Mercedes presenta la W124, che prenderà progressivamente il testimone. Le berline e i coupé W123 lasciano le linee nel 1985 e le ultime station wagon escono dallo stabilimento di Brema nel gennaio 1986. Il contatore si ferma a 2.696.915 esemplari, tutte le carrozzerie comprese.
Un dettaglio di vocabolario, per finire: si legge spesso che la W123 è la prima « Classe E ». La denominazione non esisteva all’epoca. Compare solo nel luglio 1993, quando Mercedes riorganizza la sua gamma in Classi e ribattezza la W124 restilizzata. La W123 è l’antenata della Classe E, non una Classe E.
La meccanica della W123 merita in gran parte la sua reputazione, a condizione di essere stata ben mantenuta. I punti deboli vanno piuttosto cercati sul fronte della scocca e degli organi che invecchiano con il tempo:
Prima di qualsiasi ordine, identifichi con precisione il Suo modello grazie alla tabella delle motorizzazioni della Mercedes W123: tipo di modello e codice motore vi sono dettagliati per ogni versione. E se la Sua W123 passa l’inverno in garage, i nostri consigli per rimessare correttamente per l’inverno la propria auto d’epoca Le permetteranno di ritrovarla in forma in primavera.
Quasi cinquant’anni dopo il lancio, la W123 resta una delle auto d’epoca più facili da vivere nel quotidiano. Robusta, semplice da mantenere, confortevole: non ha mai avuto bisogno di fare troppo per convincere.


Harald
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