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Renault 5

La R5: la “Supercar” iconica della Régie Renault

Lanciata nel 1972, la Renault 5 rivoluziona l’utilitaria moderna. Dalla versione da 782 cm³ alle mitiche Alpine e Turbo, ritorno su un’icona popolare diventata da collezione.

13/04/2026

Harald

8 minutoi di lettura

Renault

Svelata il 28 gennaio 1972, la Renault 5 viene a scombussolare i codici del mercato della piccola automobile.

La magia opera dove Renault non se l’aspettava più di tanto. La sua “piccola auto” è versatile e funzionale; terribilmente urbana, porta ciò che le sue predecessori non avevano avuto fino ad allora: il fascino.

Questo fascino opererà per 14 anni e su 5.700.000 clienti; una bella carriera!

Nel segmento dei “5 CV”, lo scontro tra le piccole a trazione anteriore si annuncia feroce con la Fiat 127, la Peugeot 104 e un’altra moderna utilitaria cittadina che fa capolino nel 1974: la VW Golf 1.

Cos’è una R5 di prima generazione?

È una piccola auto elegante e moderna, di 3,50 m. Ritrova la strada dell’estetica, un po’ smarrita dalle Renault 4 e 6, create in origine per essere “utili”, cioè più funzionali che desiderabili; la R5, invece, unisce le due cose e permette a Renault di proporre un’auto polivalente, al tempo stesso stradale e cittadina.

La R5 appare come un nuovo tipo di veicolo, adatto alla vita moderna delle città, alla spesa al supermercato, alle scappatelle in campagna o sulla costa nel fine settimana. Il suo portellone (la terza porta) e il divano posteriore ribaltabile si prestano a meraviglia.

Renault 5

La R5: un progresso tecnico rispetto alla 4L?

A differenza della sorella maggiore, la 4L, non è assemblata su un pianale separato ma beneficia di una scocca monoscocca più moderna e più rigida.

Utilizza molti elementi collaudati dalle 4L, R6 e persino R12, il che permette di contenere i costi di sviluppo e di produzione.

Al lancio, i suoi motori derivano dalle meccaniche delle 4L e Renault 6; sono montati allo stesso modo sulla R5, piuttosto arretrati verso l’abitacolo, con il cambio davanti.

La R5 base ha un motore da 782 cm3 a tre supporti di banco: il “motore Billancourt” da 4 CV fiscali per 33 CV sviluppati.

La R5 TL passa a 956 cm3 (5 CV / 44 CV), dotata del famoso “motore Cléon”, derivato dal motore a 5 supporti di banco della R8.

La R5 utilizza una sospensione a barre di torsione che le conferisce una tenuta di strada notevole nonostante una tendenza al rollio in curva e alle rotonde. Questo beccheggio è un “optional di serie” ben noto ai proprietari di 4L e soprattutto di 2CV, che hanno una sospensione a grande escursione!

La Renaut 5 ha una plancia verticale scanalata rivestita in vinile (fino al 1979), che riprende una strumentazione e dei pulsanti semplici, come sulla 4L. Fino al 1977, la leva del cambio è sul cruscotto (come R4 e R6) e passa sul pavimento come optional a partire dal 1973.

All’esterno la Renault 5 innova con i suoi 2 paraurti avvolgenti realizzati in fibra di poliestere rinforzata; accettano leggeri contatti senza deformarsi; perfetti per muoversi nella (nuova) giungla urbana.

In sintesi, la R5 si rivela moderna nell’aspetto ma ha dovuto rinunciare a esserlo davvero tecnicamente, utilizzando molti pezzi provenienti dalle sorelle Renault 4 e Renault 6.

La R5 diventa l’idolo dei giovani e delle donne, perché è diversa

La Régie inserisce perfettamente la sua piccola R5 nel contesto moderno di questa società di rottura che emerge dopo il maggio 1968.

La 5 è un’auto facile e sicura, confortevole, fatta per sedurre una clientela femminile urbana che lavora e si muove.

Negli anni 70, nelle famiglie piuttosto agiate si fa sentire il bisogno di una seconda auto.

La R5 è una 2 porte, il che appare fuori dagli standard dell’epoca: “un’auto deve avere 4 porte per essere versatile”. L’accesso ai posti posteriori è facilitato dai sedili anteriori che si ribaltano completamente e permettono a 4 adulti di trovare posto comodamente. La R5 è così ideale per una piccola famiglia, fino a 3 figli.

Il suo tetto apribile in tela (optional), nello stile di quello della Fiat 500, farà persino assaporare le (quasi) gioie della cabriolet; con la R5 si vive la strada in libertà.

Accanto alle classiche tinte necessarie per vendere un’auto, Renault punta sul vistoso: arancio vivo, verde acidulo, rosso più rosso che si può… che profumo di Seventies! La Twingo saprà ripetere le audacie della nonna e conoscere così lo stesso successo.

R5 et nous et nous

Il successo folle della Renault 5: ci ha messo lo zampino anche la pubblicità

La R5 è un’auto innovativa e desiderabile; arriva al momento giusto con gli argomenti giusti; farà il botto! Si potrebbe persino dire che farà “cartoon”.

Publicis è ai comandi del lancio pubblicitario della Renault 5. L’agenzia fa parlare la R5 lanciandola sia a fumetti sia in cartoni animati. Il suo soprannome è “Supercar”; “è pronta a tutte le avventure, in città e su strada” afferma lo slogan. I suoi fari sono occhi azzurri e la sua bocca si anima attraverso il paraurti anteriore. Questa auto parla, racconta la sua vita, ha un’anima.

Renault (Publicis) avrebbe così inventato “Cars” ben prima di Pixar?! Questa comunicazione fuori dagli schemi piace al pubblico di riferimento e soprattutto ai bambini, che la acclamano in famiglia. Ha davvero bisogno di pubblicità? Lo stabilimento di Flins non riesce a stare al passo, tanto affluiscono gli ordini da Francia ed Europa!

La Renault 5 LS e il suo 1 300: preludio a una gamma più sportiva?

Alla fine di aprile 1974, la R5 LS e il suo motore 1 300 da 64 CV portano un po’ di “grinta” alla gamma R5; eppure siamo in pieno shock petrolifero.

La Renault 5 Alpine (93 CV) seguirà nel 1976 per tentare di rispondere all’arrivo della più potente Golf 1 GTI. La Renault 5 Alpine Turbo spingerà l’acceleratore un po’ più in là sostituendola con l’annata 1982, forte dei suoi 110 CV turbocompressi.

La mitica R5 Turbo coronerà la gamma con i suoi 160 CV nel 1980 e le sue numerose vittorie nelle competizioni.

Renault 5 TS

La R5 conoscerà pochissime evoluzioni nel corso della carriera

La Renault 5 accederà alle 4 porte a partire dal 1980, in occasione del suo piccolo restyling degli interni. Quando si è nate bene esteticamente, si può fare a meno di ritocchi.

È dunque all’interno che avviene il grosso aggiornamento: nuova plancia in schiuma di colore chiaro, abbinata a sedili e pannelli, nuovi comandi, nuovo volante e installazione di bei sedili detti “a petali”. L’insonorizzazione migliora (cofano motore), la console centrale è meglio equipaggiata; insomma, la 5 si modernizza.

Nel 1982, la R5 guadagna una finitura più lussuosa con la comparsa della R5 TX. Il suo motore 1 400 da 63 CV è quello della TS, su cui si basa. È dotata di cerchi AMIL in lega, riprende l’interno color sabbia della Turbo con alzacristalli elettrici, una predisposizione autoradio con 4 altoparlanti, un volante sportivo rivestito in pelle, ecc.

Con la fine del regno in avvicinamento e le vendite in calo, la Régie lancia diverse serie speciali e limitate che, oltre a ridare slancio all’immagine della Renault 5, permetteranno di smaltire scorte di pezzi (optional invenduti, cerchi, tetto apribile in vetro…) e di motori, prima della comparsa della Supercinq.

È soprattutto fuori dall’Esagono che queste serie limitate vengono proposte: fioriscono le R5 Coach, R5 Campus, R5 Super Campus in Francia, le R5 Saint Moritz, R5 Saint Tropez e la R5 Le Car in Svizzera, le R5 Super Car, R5 Avenue, R5 Collège in Belgio, una R5 Parisienne in Olanda, una R5 Exclusive in Svezia, ecc.

La R5 diventa R5 Lauréate, quattro mesi prima dell’arrivo della sua sostituta, la Supercinq. Questo permetterà a Renault di razionalizzare produzione e offerta per il gran finale. Le R5 L, TL, GTL e Turbo diventano Lauréate; i loro paraurti sono verniciati in tinta carrozzeria e calzano tutte i cerchi FERGAT in lamiera, alla maniera della Renault 12 Gordini.

La R5 è stata per Renault ciò che la 205 è stata per Peugeot: una locomotiva apparsa al momento giusto per trainare gli altri vagoni della gamma.

Peccato che le R5 abbiano sofferto di problemi di ruggine e che molte sopravvissute siano state decimate dagli incentivi alla rottamazione destinati a ringiovanire il parco auto francese.

Nelle versioni classiche ha impiegato un po’ di tempo a suscitare l’interesse dei collezionisti, che si soffermavano di più sulle R5 Alpine e Alpine Turbo. Ma avrà una rivincita tardiva perché, se non ci sono tordi, si mangiano i merli…

Supercar cederà così il posto alla Super 5, dopo 14 anni di successo; quest’ultima avrà il suo bel da fare per contrastare un’altra futura Youngtimer di interesse: la 205.

Renault 5
Renault 5

Lo sapeva?

  • Più della metà delle R5 prodotte è stata venduta all’estero.
  • La R5 in gestazione era nota internamente con il nome in codice “progetto 122”.
  • La R5 “Siete” (R7!) con un bagagliaio (e un look da 204) era destinata al mercato spagnolo.
  • Nel 1972, la Régie lancia una R5 TL tutta arancione, interni ed esterni.
  • Renault e Peugeot si sono alleate attorno al progetto delle loro nuove compatte; la losanga ha puntato sulla novità con la sua R5 a 2 porte e il leone ha mantenuto il primato di lanciare la sua 104 a 4 porte.
  • Perché Renault “5”: perché la sua versione TL è dotata del motore da 5 CV fiscali.
  • Il disegno della futura R5 è stato realizzato da un giovane ingegnere di 30 anni, Michel Boué, alla fine di aprile 1967. Aveva saputo dare corpo alla richiesta iniziale di Pierre Dreyfus, presidente innovatore della Régie.
Harald Adam

Harald

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