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BMW Série 3 E30 phase 2 berline quatre portes bleu nuit vue de profil, garée sur un parking pavé, avec ses enjoliveurs de roue d'origine

BMW Serie 3 E30 e E36: storie di proprietari

La Serie 3 E30 e la sua sostituta E36 sono diventate youngtimer ricercate. Due proprietari raccontano la loro auto: una 318is restaurata riga per riga, una 325i berlina originale e una coupé nata per la pista.

22/10/2026

Harald

6 minutoi di lettura

Per oltre quindici anni la BMW Serie 3 è stata il riferimento delle berline compatte sportive. Due generazioni in particolare sono diventate youngtimer ricercate: l’E30, l’ultima Serie 3 dalle linee spigolose, e l’E36, che ha portato la gamma negli anni 1990. Due proprietari ci hanno raccontato la loro auto, e ciascuno mostra un modo diverso di far vivere una Serie 3.

E30 e E36: due generazioni di Serie 3

L’E30 succede all’E21 alla fine del 1982. Viene prodotta fino al 1994 in oltre 2,3 milioni di esemplari. La gamma si amplia in fretta: berlina a due e quattro porte, cabriolet, poi station wagon Touring, introdotta con il restyling presentato nel settembre 1987. A listino convivono quattro cilindri sobri, sei cilindri in linea elastici e, al vertice, la M3.

Fra i due si inserisce una versione diventata di culto: la 318is, prodotta dal 1989 al 1991 e proposta solo a due porte. Il suo quattro cilindri M42 da 1,8 litri a 16 valvole sviluppa 136 CV. Introduce in BMW la tecnica delle quattro valvole per cilindro su una Serie 3 di grande diffusione.

L’E36 viene presentata nell’autunno 1990, dapprima in versione berlina. È più larga e più moderna. La coupé arriva all’inizio del 1992, seguita da cabriolet, Compact e Touring. La 325i riceve il sei cilindri in linea M50 da 2,5 litri e 192 CV, che adotta a fine 1992 la fasatura variabile degli alberi a camme Vanos. L’E46 prende il testimone nel 1998.

I ricambi di ogni generazione si trovano nelle pagine BMW Serie 3 E30 e BMW Serie 3 E36, con un accesso per motorizzazione sia per l’E30 sia per l’E36.

BMW Série 3 E30 phase 2 berline quatre portes bleu nuit vue de profil, garée sur un parking pavé, avec ses enjoliveurs de roue d'origine

I punti di riferimento E30 e E36

Clément e la sua 318is: un restauro riga per riga

Clément ha acquistato la sua 318is da un privato che non voleva più affrontare le costose riparazioni che richiedeva. Ne diventa il secondo proprietario. Particolarità di questo esemplare: un interno in pelle, mentre la maggior parte delle 318is di serie riceveva, secondo lui, una selleria in tessuto scozzese.

Gli è servito poco più di un anno per restaurarla quasi interamente. La sua lista dei lavori è un buon promemoria per chi affronta una E30:

Il pannello posteriore e i ricambi motore vengono da Mecatechnic. Per ritrovare gli stessi codici, parta dall’elenco delle motorizzazioni E30: l’M42 della 318is, con la sua testata a 16 valvole, ha codici specifici per testata e distribuzione.

Che cosa mostra il restauro di Clément

Una E30 acquistata « da sistemare » può tornare a essere un’auto sana, a condizione di affrontare il cantiere nell’ordine giusto: prima la meccanica di base (tenuta, distribuzione, frizione, sterzo), poi carrozzeria e verniciatura. Su un motore a catena come l’M42, la sostituzione della catena e dei suoi pattini fa parte degli interventi da prevedere su un’auto che ha vissuto. Infine, un interno o un optional raro si verifica sui documenti originali dell’auto prima di pagare un supplemento.

Paolo e le sue E36: una berlina d’epoca e una coupé da drift

Paolo è appassionato di auto fin dall’infanzia, e di BMW in particolare. Con alcuni amici ha cominciato acquistando una E36, poi due, poi tre… e non si è più fermato. Due auto si distinguono nella sua collezione.

La 325i berlina, originale com’è

La prima è una 325i E36 berlina d’epoca, in uno stato che giudica ineccepibile. Ha conservato i suoi fari gialli e la sua autoradio originale. Sono proprio questi dettagli a fare il valore di una E36 oggi: molte sono state modificate, e una berlina rimasta originale diventa rara.

La coupé 325i del 1993, riservata alla pista

La seconda è quella a cui tiene di più: una coupé 325i del 1993, acquistata nel 2015. Equipaggiata con il sei cilindri M50 da 2,5 litri con Vanos, è con lei che ha imparato tutto sul drift. L’auto è stata trasformata per questo uso:

  • abitacolo completamente svuotato e due sedili a guscio;
  • quattro ammortizzatori a ghiera filettata;
  • differenziale saldato, perché le due ruote posteriori girino insieme;
  • bracci dell’E46 e distanziali di sterzata, per guadagnare circa il 30 % di angolo di sterzata.

Queste modifiche hanno senso solo in circuito, in un contesto organizzato. Un differenziale saldato e uno sterzo con angolo aumentato rendono un’auto delicata e non conforme su strada aperta. Il drift si pratica in pista, con l’equipaggiamento di sicurezza adeguato.

Per una E36 da strada, un kit di ammortizzatori a ghiera filettata regolabili per Serie 3 E36 permette di regolare altezza e fermezza senza toccare il resto del retrotreno. I ricambi della generazione successiva sono nella pagina BMW Serie 3 E46.

BMW 316i E36 berline blanche de 1993 vue de profil, garée au bord d'un canal devant une façade en briques

Acquistare una E30 o una E36: che cosa dicono queste storie

Guida una E30, una E36 o un’altra BMW d’epoca? Ci racconti la sua storia: pubblicheremo le più belle con il Suo consenso. Tutta la gamma è accessibile dalla pagina BMW.

Harald Adam

Harald

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